Strutture Sanitarie

OSPEDALE BUZZI

Perché Girandola ? Avremmo potuto chiamarla con un acronimo cioè con una sigla come si usa oggi, ma Girandola ci è sembrata la parola giusta, un nome che indica un giocattolino ormai dimenticato, un piccolo gadget che avrebbe sorpreso ed incuriosito i bambini ai quali l’avremmo donato, distraendoli dalla paura verso i dottori che li avrebbero visitati, ma soprattutto questo nome ci è sembrato la giusta metafora per piccoli pazienti costretti a “girare” da uno specialista all’altro per l’Italia o addirittura all’estero.
Ci rendevamo conto che in questo campo le conoscenze e le esperienze sul territorio nazionale erano piuttosto scarse, riferite a singoli e pur valenti specialisti delle varie discipline di volta in volta chiamati in causa, esperienze per lo più però confinate a pochi sporadici casi.
Il poter offrire in quel piccolo ospedale già nei primi anni del nuovo millennio tecnologie di avanguardia diagnostiche (la risonanza magnetica) e terapeutiche (il laser) fu trainante ed in pochi anni la piccola unità operativa fu la meta di tanti bambini ed adolescenti provenienti dalle regioni più lontane e dall’estero.
Alcuni benefattori poi (fra cui una fondazione riconducibile ad una grande squadra di calcio) contribuirono a migliorare le strutture di accoglienza.

Ma a che punto siamo oggi ? Malgrado i progressi recenti nella genetica, nelle tecnologie diagnostiche e terapeutiche, il problema degli Angiomi ma soprattutto delle Malformazioni Vascolari permane ancora oggi critico, non tanto perché pochi sono in Italia i “centri” ospedalieri che possono offrire reali specifiche professionalità ed esperienze consolidate (grazie ai treni veloci i pazienti oggi si spostano più agevolmente e 2 o 3 centri potrebbero bastare), quanto perché sono carenti in Italia strutture ospedaliere in grado di accogliere sia bambini che adulti: spesso il problema della malformazione vascolare non si circoscrive infatti all’età pediatrica.Non solo: sia le stesse strutture sanitarie pubbliche che quelle private convenzionate non sembrano interessate ad “investire” su queste patologie probabilmente a causa di codifiche ministeriali incerte od improprie di questi difetti (i cosiddetti DRG), sia a causa di rimborsi inadeguati rispetto all’impegno messo in campo (per non parlare della latitanza delle assicurazioni private quando si tratta di malattie congenite).