Girandola onlus

Diagnosi

5.2.1 Orientamento diagnostico
La valutazione diagnostica deve prefiggersi l'obiettivo di confermare il sospetto clinico di malformazione artero-venosa e di indagarne l'estensione, l'architettura e l'emodinamica. Il protocollo diagnostico deve includere il doppler cw, l'ecocolordoppler, l'angio-TC multistrato e/o l'angio-RMN e l'arteriografia. LDP V, FDR B

Il percorso diagnostico delle MAV include:

l'ecocolordoppler












l'angio-RMN













l'angio-TC


















l'angiografia














5.2.2 Doppler cw. ed Ecocolordoppler

Il doppler cw rappresenta l'esame di primo livello per distinguere una malformazione ad alto flusso. L'ecocolordoppler costituisce l'esame fondamentale per porre la diagnosi definitiva di MAV evidenziando il caratteristico flusso ipercinetico ad elevata componente diastolica. Esso consente inoltre di valutare l'estensione del nidus e di studiare i parametri flussimetrici delle fistole artero-venose.

5.2.3 Angio-TC multistrato
L'angioTC multistrato consente uno studio molto accurato delle arterie afferenti al nidus e delle vene efferenti con perfetta risoluzione spaziale in ogni possibile prospettiva specie nei rapporti della malformazione con le parti scheletriche. E' quindi particolarmente indicata nelle malformazioni coinvolgenti le parti ossee. I limiti sono rappresentati dall'esposizione cospicua alle radiazioni e dalla scarsa visualizzazione del nidus.

5.2.4 Risonanza magnetica
La risonanza magnetica completa l'inquadramento diagnostico precisando le dimensioni della malformazione, i rapporti anatomici con gli organi vicini, la presenza di eventuali anomalie associate e soprattutto la morfologia e l'estensione in profondità del nidus. A differenza delle malformazioni a basso flusso (linfatiche e venose) le malformazioni a-v si identificano nelle sequenze T2 pesate con un segnale scuro (flow void). Con iniezione di m.d.c paramagnetico (angioRMN) possono essere identificati i vasi afferenti ai nidus.

5.2.5 Arteriografia
L'arteriografia è indispensabile per uno studio accurato dell'architettura della malformazione, del numero e della morfologia delle arterie afferenti, della distribuzione delle fistole, ma soprattutto dell'emodinamica degli shunts artero-venosi, di eventuali anastomosi con altri distretti vascolari, del circolo venoso di drenaggio. L'esame angiografico dev'essere necessariamente superselettivo.
Attualmente con il maggior ricorso delle altre indagini di “imaging”(angio-TC e angioRMN) il ruolo dell'arteriografia deve essere riservato ad esame contestuale all'embolizzazione. Nelle apparecchiature più avanzate è attualmente possibile realizzare arteriografie dinamiche con risoluzione spaziale (arteriografia rotazionale).

5.2.6 Angioscintigrafia

La angioscintigrafia è un metodo complementare che consente di individuare in maniera semplice ed immediata la sede ed estensione della malformazione

 
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